Bentornate viaggiatrici e “Akemashite omedetougozaimasu!” (o “buon anno!”). Oggi all’ordine del giorno un mini tour di Hirosaki, nella prefettura di Aomori.
Il nuovo anno ha portato con sé tanta e tanta neve; non per niente la prefettura di Aomori è la più nevosa del Giappone. Se siete prossime a venire ad Hirosaki, anche solo di transito, lasciate che vi dia dei consigli su come passare una giornata di cultura, divertimento e relax, e di come prepararvi al meglio per non incappare in imprevisti.

Hirosaki potrà non essere la prima scelta di città da includere nel vostro tour se siete in giappone per un periodo breve, perché più piccola rispetto ad altri centri del nord come Aomori, Akita o Sendai. Però se anche ci passate tra una tappa e l’altra, proprio perché piccola, potrà sorprendervi in meno di 24 ore. Ecco quindi la mia proposta di tour per la vostra giornata di transito.
Dalla stazione:
Siete arrivate alla stazione di Hirosaki, con la grande mela che vi attende appena scese dal treno. Se siete di passaggio e non pianificate di trascorrere la notte qui, vorrete sicuramente lasciare le valige. Ecco che gli armadietti della stazione o Coin Lockers vi vengono in soccorso. Si trovano appena scese le scale sulla sinistra.
L’obbiettivo principale delle visite della giornata è la zona del parco di Hirosaki, che è situata a 30 minuti di camminata dalla stazione. Non si tratta di una camminata estenuante, ma con la neve che arriva a tratti anche a 40 cm da terra, potrebbe diventare un po’ impervia. Per questo motivo consiglio un taxi, che è possibile prendere direttamente fuori la stazione mettendosi ordinatamente in fila nella zona designata o tramite l’app di GoTaxi. In alternativa, il bus vi porterà molto vicino al parco.

La colazione:
Se siete arrivate in mattinata è probabile che a questo punto vogliate fare colazione. Le mie raccomandazioni nella zona del parco sono la caffetteria Kitamon, che si trova opposta all’omonimo portone che fa da accesso al parco del castello, a pochi minuti da una delle fermate del bus. Offre un’atmosfera calorosa e torte deliziose. Anche il bar Boulangerie Four sembra una valida alternativa considerate le recensioni, seppur io personalmente non ci sia ancora stata.


Prima tappa:
Come prima tappa di visita vi propongo il Nebuta village, un’attrazione culturale e museo che celebra l’omonimo festival estivo, famoso per i suoi spettacolari carri-lanterna di cartapesta che raffigurano guerrieri e divinità. Questo villaggio offre anche esperienze di musica tradizionale con spettacoli di Shamisen e workshops di artigianato tradizionale. Ci sono anche negozi e aree dedicate a cibo e souvenir.


Seconda tappa:
Terminati visite, shopping ed eventuali workshops è tempo di scoprire come i samurai del periodo Edo vivevano. Poco distante, infatti, si trovano antiche residenze storiche (Buke Yashiki) delle famiglie di samurai che un tempo servivano il clan Tsugaru. Ci sono diverse case visitabili, come le dimore Ito, Umeda, Iwata e Sasamori. Si possono osservare liberamente stanze e depositi di oggetti di valore, tra cui armature e altri manufatti. Si tratta di una testimonianza preziosa della vita della classe guerriera giapponese durante lo shogunato Tokugawa (periodo Edo).

Il pranzo:
A questo punto nella giornata è arrivato il momento di una pausa pranzo. Da Ebisuke, un ristorante tradizionale a soli 4 minuti dalla residenza di Umeda, potete ordinare tempura, riso, pesce e verdure, sotto forma di porzioni calibrate per un pasto sano e completo a meno di 10 euro. Il menù è scritto interamente in giapponese, ma fortunatamente, come è costume in molti ristoranti, ci sono immagini delle pietanze che ne rendono facile la comprensione.
Terza tappa:
Per digerire il pranzo non c’è niente di meglio che una passeggiata per il parco innevato. Purtroppo non è ora accessibile da tutti i portoni, ma solo dallo Sannomaru Otemon a causa di lavori di manutenzione. Inoltre parti delle fondamenta sono coperte da ponteggi ed il castello è circondato da una ringhiera, coni e cartelli che indicano le deviazioni di percorso. Nonostante il castello al suo interno non sia visitabile, anche vederne l’esterno suscita un certo fascino. Inoltre proprio nella zona centrale del parco, vicino al castello, si trovano punti panoramici da dove ammirare il monte Iwaki-san.


Quarta tappa:
Se avete ancora voglia di visite consiglio lo Zenringai, un quartiere templare a circa 20 minuti dal castello. Si tratta di un’area unica nel suo genere, conosciuta come il “quartiere dei 33 templi Zen”. Fondata nel 1610 dal clan Tsugaru per proteggere la città da spiriti maligni, offre un’esperienza spirituale e storica con i suoi antichi alberi e i suoi templi tradizionali come il Tempio Choshoji, al culmine della via.


Momento svago:
È arrivato ora il momento di un po’ di relax dopo le innumerevoli visite istruttive sulla storia e le tradizioni locali e di fare ritorno alla zona della stazione. Potete prendere un bus o un taxi che vi portino in direzione HIRORO, ovvero un centro commerciale con tanto di caffetterie, librerie, ristoranti, sale giochi, negozi di abiti e accessori e molto altro ancora, dove rilassarvi e stare al caldo.



In alternativa se siete amanti del Karaoke, di fronte al centro commerciale si trova il BanBan, un tradizionale karaoke alla giapponese, con stanze singole dove cantare a squarciagola senza preoccuparsi di disturbare e con fornitura illimitata di gelato e bevande incluse nell’offerta.
La cena:
Per cena vi propongo il Dotonbori Ekimae Store, dove potete assaggiare l’okonomiyaki cucinato da voi su una piastra sul momento. O per quelle a cui manca il cibo di casa la Pizzeria Pieno, dove si può mangiare autentica pizza. Per ultimo consiglio Hirosaki Ebi Tomato, che come suggerisce il nome offre ramen a base di brodo di pomodoro, molto particolare, ma molto buono.
La giornata è ormai finita ed è arrivato il momento di dire addio ad Hirosaki e raggiungere la stazione per proseguire verso nuove mete. Termina così il tour di Hirosaki in un giorno. Spero di avervi lasciato qualche spunto e che sia riuscita a convincervi a visitare, anche se solo di sfuggita questa bellissima cittadina esente dal turismo di massa delle grandi metropoli. Il posto perfetto per vivere un giappone autentico e riconnettersi con la natura e la storia di una citta rimasta intatta anche durante le guerre. Buon viaggio!